Siete pronti ad investire nei social media?

pagare per i social media

 

Gli scorsi giorni Snapchat ha annunciato che addebiterà $750,000 per una pubblicità a scomparsa sulla sua piattaforma, suscitando lo scalpore dell’industria pubblicitaria.

Lo shock è arrivato in tutti gli uffici dei Direttori di Marketing e Community Managers, segnando una volta per tutte una verità: la (sempre poco curata) attività di social media gratuita è certamente finita.

 

Il 2015 è l’anno giusto per investire nei social media

Per Snapchat giustificare una somma a sei cifre non è certamente facile, ma le prove mostrano che i marchi che hanno seguito questa tecnica, investendo così tanto, sono stati percepiti come brand di valore. Sono un esempio marche del calibro di McDonalds, Macys e Samsung.

Con questo tipo di somme si capisce come, anche il canale social ormai debba essere equiparato a pubblicità come quelle televisive, sia in materia di visibilità sia di ritorno dell’investimento.

Il 74% degli utenti sono registrati su una piattaforma social e ci sono circa 1,35 miliardi di utenti attivi su Facebook ogni mese. Oltre a questi dati, è la natura stessa dei social che spinge gli utenti ad essere attivi, coinvolti e disposti a lasciare il loro dati personali.

Mentre molti utenti si rifiutano di condividere i loro dati personali direttamente con i brand, il loro atteggiamento cambia quando si tratta dei social pur sapendo che le loro informazioni potranno essere trattate per scopi commerciali o per profilare possibili clienti, ma anche per creare messaggi personalizzati da indirizzare ad ogni target.

 

La crescita degli investimenti sui social media 

Il 2015 sarà l’anno della crescita degli investimenti dedicati al social media marketing. Come è ben noto, le maggiori piattaforme come Facebook, Twitter, Buzzfeed, Snapchat hanno bisogno di continuare a monetizzare la loro vasta portata di utenti.

Vale la pena notare che l’aumento degli investimenti è focalizzato sul raggiungimento di utenti che sono già “fan o follower” del brand (social retention) così come sull’acquisizione di nuovi fan.

Quest’anno Twitter ha annunciato l’aggiornamento del suo algoritmo per mostrare contenuti rilevanti e lineari, seguendo lo stesso processo di Facebook, e bloccando i messaggi dei brand quando sono legati alla ricerca organica.

Pagare per l’attività social, diventa quindi l’unico modo per un brand per raggiungere la sua audience. Oltre a questo, Facebook ha rilanciato un software, originariamente creato da Microsoft, che consente il monitoraggio degli utenti sorpassando il problema dei cookies.

Con un monitoraggio più preciso, i social media saranno in grado di dimostrare sempre di più il loro prezioso lavoro, giustificando il costo per un traffico qualificato.

Facebook, Twitter, Instagram e Snapchat si stanno evolvendo in potenti piattaforme di pubblicità, con una portata al di fuori dei propri domini. In questi termini, è normale pensare di ritagliare un bilancio solo dedicato ai social media per poter sfruttare realmente le opportunità che offrono.

 

Agenzie di social media o fai da te? 

Se sei arrivato a leggere fino a qui, spero che la risposta sia scontata.

Oggi le strategie di social media non possono essere lasciate a social media manager improvvisati o allo stagista di turno, ma serve un certo grado di esperienza e di cultura. Ad una campagna social bisogna associare un budget preciso, dei report di analisi e uno studio del ROI: insomma tutti i componenti di un team ben affiatato devono entrare in gioco. Le competenze richieste vanno dai progettisti della campagna, ai copy, chi si occupa del customer service, gli analisti e l’esperto di advertising, oltre al personale tecnico.

E’ ormai irrealistico pensare che i social media dei brand siano gestiti da una sola persona – la necessaria competenza in diversi ambiti porterà solo all’aumento del personale necessario e quindi anche degli investimenti. Sempre che si vogliano ottenere dei risultati concreti, si capisce.

Il famoso episodio di Oreo su Twitter durante il Superbowl non è stata fortuna, ma è stato possibile perché c’era un team di 15 persone a lavorarci.

 

Ricapitolando

 

Il mito dei social media gratuito è morto, o sicuramente morirà del tutto nel 2015.

Se non sei disposto a preventivare un budget per questa attività, non hai a disposizione un’agenzia che segua la strategia tagliata per il tuo brand o non disponi di un social media manager senior interno, allora aspettati pure che la tua presenza sui social cali vertiginosamente.

 

 

 

Questo articolo è una libera traduzione a mano dei Are you ready to start paying for your social media?  

 

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