I contenuti digitali battono la crisi!

“Forse, sorprendentemente, il rallentamento dell’economia ha accelerato il passaggio verso la tecnologia digitale, e di conseguenza il passaggio da forme dipubblicità più tradizionali all’online, che promette ROI e misurabilità in un periodo di instabilità. L’unica certezza è che questo processo richiede un drastico cambiamento strutturale nel modello di business, in tutti i settori dell’economia.” Eva Berg-Winters (PricewaterhouseCoopers)

I dati parlano chiaro: nessuna crisi per il web

Nonostante la crisi di cui si parla e la minore disponibilità di lavoro che negli ultimi tempi ha attanagliato il nostro paese, c’è un settore che non conosce recessi: è quello dell’online advertising e dei contenuti digitali. Anzi, forse proprio la crisi, e la conseguente minorep ossibilità di investimento, ha fatto sì che una grande fetta di mercato pubblicitario abbia scelto il web come base, avendo esso tra le sue peculiaritàl a vantaggiosità a livello economico.

Per contenuti digitali si intendono tutti quei settori, soprattutto legati alla cultura, che vengono condivisi e fruiti inrete, quali musica, libri, film, ma anche le attività live compiute dagliutenti scambiandosi messaggi, esperienze, pensieri.

Più italiani in rete…

Secondo le ricerche, grazie agli investimenti fatti per migliorare le infrastrutture presenti sul territorio, nel nostro paese ad oggi la rete è disponibile per 32 milioni di italiani ed i dati Audiweb, basati su una stima condotta tra Aprile 2009 ed Aprile 2010, ci dicono che l’utenza attiva in media sul web è cresciuta del 13,8% mentre le pagine viste sono aumentate del 2,3%. La popolazione si collega di più la sera: dalle 12.00 gli utenti aumentano e raggiungono il picco tra le 18.00 e le 22.00. Soprattutto tra i giovani è in continua crescita l’uso dei media digitali, anche fruiti da tecnologia mobile, su tutti musica e video.

Gli utenti si possono dividere in diverse categorie a seconda del grado di utilizzo del web:

heavy users: in genere persone sino a 44 anni di età con istruzione e reddito medio-alto

medium/light users: utenti sino a 54 anni con istruzione e reddito medio-basso

no users: fascia di popolazione con più di 55 anni, istruzione e reddito bassi

Nel 2009 (rispetto al 2007) i dati per queste categorie mostrano un aumento dell’11% degli heavy users, mentre sia i medium/light users che i no users scendono di numero, rispettivamente -4% e -7%. Questi dati sono la prova di quanto detto prima, ovvero della continua e significativa crescita dell’utenza web in Italia, soprattutto di quella specializzata.

Non solo, si possono anche analizzare fette di popolazione basate sul diverso interesse per la cultura:

Tv people: coloro che hanno poco interesse perla cultura e per la tecnologia e sono ancora legati alla tv

Tradizionalisti: persone mediamente acculturate che non utilizzano la tecnologia

Sofisticati: fetta di popolazione molto acculturata che non vuole utilizzare mezzi tecnologici

Eclettici: individui molto acculturati che utilizzano il web e le nuove tecnologie per fruire al meglio i propri interessi

Technofan: individui poco interessati alla cultura ma molto esperti di tecnologia, che utilizzano il web in modo ludico e di svago

E’ interessante notare che gli eclettici sono i più importanti in quanto ad acquisti, ma è in vertiginosa crescita il settore dei technofan, a sottolineare il sempre maggiore interesse del nostro paese verso la tecnologia.

…e l’online advertising è sempre più vincente!

Con una simile crescita della presenza di utenti italiani e della condivisione di dati sul web, sale vertiginosamente anche l’importanza della pubblicità online. Infatti i dati parlano chiaro: secondo il rapporto IAB Europe sul 2009 il tasso di crescita dei contenuti digitali è di +4,5%; un rallentamento se presi in considerazione i dati di 2007 e 2008, rispettivamente del 40% e del 20%, ma un dato positivo contando invece che è l’unico comparto a registrare una crescita, nonché tenendo conto del ritardo dell’Italia in materia. Inoltre nel 2009 vi sono stati più investimenti nei motori di ricerca ed è rimasto stabile invece il display advertising (+0,3%).

Ponendo la situazione più in generale, in Italia l’online advertising è cresciuto del 6,5%.

Ed in futuro?

Secondo il rapporto Nielsen nel prossimo biennio, inoltre, il settore crescera’ del 12% annuo; si tratta quindi di una percentuale molto positiva, anche grazie ai nuovi modelli di business a pagamento nell’editoria e nel mercato video, che saranno trascinati dalla diffusione di nuove tecnologie mobili come l’i-pad ed il passaggio alla tv digitale.

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