L’uso dei browser in Italia

La guerra dei browser è ormai una lotta tra Explorer e Firefox, con tutti gli altri destinati a ruoli molto marginali. Eppure non mancano informazioni interessanti e non scontate.

Una ricerca condotta la settimana scorsa da ShinyStat fotografa l’utilizzo dei browser nella rete italiana. Il monitoraggio ha riguardato 269.631 siti che hanno generato un campione complessivo di 29.400.883 visite.

Lotta a due
Internet Explorer e Firefox: sono loro i browser più utilizzati dagli utenti italiani, anche se le distanze sono ancora elevate. Alla famiglia di Explorer è infatti riconducibile il 79,13% delle visite nella Rete nostrana, mentre la famiglia Firefox (compreso il suo progenitore nella suite Mozilla, che comunque incide solo per lo 0,34%) sono accreditati di poco più del 17,70%. Il restante 3% di rilevazioni premiano: Safari per il 2,35% di visite, Opera per lo 0,55%, e quindi diversi altri programmi di navigazione ciascuno con percentuali sotto lo 0,25.

Firefox avanza…
Il ruolo di Firefox nel panorama della rete italiana non è da trascurare. Infatti, nato dalle ceneri di Netscape 6, il progetto Mozilla ha partorito questo browser che è in grado di conquistare sempre più ampie fette di navigazione a danno di Explorer. Vale la pena ricordare che, ancora in anni recenti, Explorer aveva più dell’85 per cento del mercato mondiale, con punte vicine al 90 per cento. Firefox è ancora più diffuso in altri Paesi, ma tutte le stime condotte a livello globale lo accreditano di non più del 15 per cento di mercato: l’Italia quindi rimane sopra la media, sia pur di poco.

…Explorer 6 domina ancora
Il risultato più interessante, anche se non quello più sorprendente, però, è legato alla diffusione delle varie versioni di Explorer. Quasi una visita su due dell’intero totale, infatti, è appannaggio esclusivo di Internet Explorer 6.X che a distanza di sei anni dalla sua prima apparizione continua a confermarsi il browser numero 1. Con il 62,30 per cento surclassa il più moderno e avanzato fratellino Explorer 7, costretto a fermarsi a 36,79 per cento. Vale la pena segnalare infine che ancora 200 mila visite sono veicolate da Explorer 5.X, in grado di conquistare quindi lo 0,91 per cento della famiglia Microsoft.

Le conseguenze
Gli sviluppatori Web non saranno contenti di questi dati, per quanto probabilmente se li aspettassero: se ancora oggi una visita su due è condotta con uno strumento largamente superato come Explorer 6, il loro lavoro non può certo puntare a clamorose innovazioni. Le difficoltà di Explorer 6.X sono legate soprattutto a due aspetti: il mancato supporto ad alcuni standard Web e W3C e i problemi di sicurezza, visto il suo rapporto strettissimo con il sistema operativo, accessibile dall’esterno anche solo attraverso una falla nel browser. Le cose sono migliorate, anche parecchio, con Explorer 7, che ha pure modificato l’interfaccia utente e alcune caratteristiche di navigazione basandosi sul successo dei suoi concorrenti Firefox e Opera (per esempio la navigazione a tab). Tuttavia, la diffusione di Explorer 7 è ancora ampiamente inferiore a quella del predecessore, e ciò rappresenta un ostacolo indubitabile per l’evoluzione della programmazione Web: una sua più rapida ascesa con il ricambio delle versioni precedenti apporterebbe sicuri benefici a tutta la comunità di sviluppo. E il dito va puntato contro gli utenti del Web che ancora dimostrano di non aver colto appieno l’importanza, per sé e per l’intero movimento, dell’aggiornamento degli strumenti di navigazione.

Lettura interessante? Condividila con i tuoi contatti!

Iscriviti Ora



Acconsento ai trattamenti della privacy
×